sabato 27 ottobre 2018

Tour in camper tra Bosnia e Croazia: il bunker segreto di Tito

Periodo
16 agosto 2018

Luoghi visitati
Bunker di Tito a Konijc


I cunicoli nel bunker segreto di Tito

Ristoranti
Ristorante dell'autocamp

Alloggi
Autocamp Blagaj a Blagaj

Itinerario
Oggi ci prendiamo una giornata comoda, mentre tutti fanno colazione mamma pulisce il camper, poi si passa alla pulizia della casetta wc mentre i bimbi giocano, infine si parte, direzione Konijc dove si trova il bunker super segreto di Tito.



Alcune sale del bunker

Questo bunker antinucleare è stato costruito durante la guerra fredda ed è rimasto segreto anche dopo lo smembramento dell'ex Jugolaslavia, da pochi anni è stato aperto al pubblico e ora si può visitare per 10€ a persona in orari specifici e solo tramite visita guidata di un'ora e 15 minuti circa. 
Dopo la visita ci dirigiamo verso Blagaj attraverso una strada tortuosa, ma con visuali pazzesche; lì abbiamo prenotato un autocamp economico, con servizi basici, ma super accogliente, in riva al fiume e con canoe da poter utilizzare for free. Dopo essere stati accolti con birra, succhi e un vassoio di frutta fresca, ci infiliamo il costume e approfittiamo delle canoe, bimbi entusiasti, la mamma anche di più. Finiamo la serata con una cena casalinga super soddisfacente nel ristorante del campeggio in riva al fiume e tanta pivo!


L'entrata del bunker: una semplice casa tra le montagne bosniache

Impressioni
A papà Elia è piaciuto: la visita al bunker di Tito, scoperto per caso e ricco di storia e fascino…sembrava una nave da guerra! Il campeggio a Blagaj (beccato al secondo tentativo) è stato una bellissima scoperta per location, ambiente familiare e facilities.

A mamma Eleonora è piaciuto: la visita guidata al bunker di Tito, scoperto per caso e forse per questo ancora più sorprendente, e il campeggio per l'ospitalità, la buona cucina casalinga e la possibilità di usare gratis canoe e pedalò.

A Serena è piaciuto: il bunker di Tito perché c'era tutto dentro, la storia che mi ha raccontato papà su Tito, il campeggio (la strada, il ristorante e il fiume).

Il piacevole angolo sul fiume del nostro autocamp

A Jacopo è piaciuto: il bunker scavato sotto terra, la stanza delle pompe d'acqua, il giro in canoa e il pedalò.
Non mi è  piaciuto avere mal di stomaco per la strada. 

A Lorenzo è piaciuto: le sedie della conference room e i motori del bunker di Tito, il giro in pedalò e i pesci nella vasca del ristorante del campeggio.

Tour in camper tra Bosnia e Croazia: Sarajevo

Periodo
15 agosto 2018

Città visitate
Sarajevo

Luoghi visitati
La moschea Ferhadija, il ponte latino, la biblioteca nazionale di Sarajevo

Il tremendamente famoso holiday Inn completamente ristrutturato
Ristoranti
Shopping
Pijaca Markale (mercato centrale) di Sarajevo

Alloggi
Camp Oaza a Ilidza - Sarajevo

La piazza dei piccioni, su cui affaccia il ristorante dove ci siamo fermati per pranzo

Itinerario
Giornata dedicata interamente alla capitale bosniaca. Dopo una sveglia e una colazione fatte con estrema calma, ci avviamo a piedi verso il centro di Ildjza da dove partono i tram per il centro di Sarajevo; è una bella camminata nel verde di una ventina di minuti più altrettanti in tram fatiscenti che ricordano più l'epoca di Tito che il post guerra.
Nel tragitto verso il centro passiamo per il famoso Holiday Inn che ospitava i reporter di guerra, ora completamente ristrutturato, e ci fermiamo di fronte alla biblioteca nazionale, un altro simbolo della guerra, in quanto completamente bruciata dai serbi per cancellare il patrimonio culturale bosniaco.
Ci perdiamo poi per il centro in pieno stile arabo e ci infiliamo per sbaglio pure nella moschea durante gli orari di preghiera non consentiti ai turisti. Mentre aspettiamo il giusto orario torniamo sul fiume per una foto al ponte latino, dove la storia del mondo moderno è cambiata per sempre dopo l'assassinio dell'erede al trono austroungarico per mano di un indipendentista serbo, e poi ci fermiamo per un panino con i cevapcici, ma trovare un locale che non sia pieno e ci consenta di sederci tutti e sette non è stato facilissimo, seppure il centro sia stracolmo di posti dove assaggiarlo.

L'interno della moschea centrale di Sarajevo

Il dopo pranzo è dedicato alla moschea (la visita richiede poco tempo) e allo shopping, oltre che a due stop gastronomici, uno per un dolce tipico bosniaco che vendono per strada e l'altro in un tipico caffè. 
Verso le 17 siamo di nuovo sul tram numero tre che ci riporta a Ildjza. I bambini e la nonna sono ben cotti e siamo stati fortunati a trovare la pioggia solo al nostro rientro; per cena rimaniamo in camper sotto al tendalino, organizzando i giorni successivi in compagnia dei gatti del campeggio.

Impressioni
A papà Elia è piaciuto: il giro a Sarajevo, mix di storia e culture. Carino il giro in un tram sgangherato con le portiere che non si chiudevano mai completamente. Bellissimo il centro, che in cento metri passa dalla biblioteca nazionale alle rose di Sarajevo per poi perdersi nel dedalo di vicoletti di un souk arabeggiante. E ancora più bello il confine tra la parte musulmana e quella cristiana, una linea per terra e due mondi che si toccano senza intrecciarsi.

La biblioteca nazionale di Sarajevo

A mamma Eleonora è piaciuto: rendersi conto della distruzione che può portare la guerra, poter vedere dal vivo zone che hanno popolato i tg degli anni della preadolescenza, il mercato e comprare un po' di souvenir.
Non le è piaciuto girare per cercare un posto dove mangiare.

A Serena è piaciuto:  la moschea, comprare il velo, la cattedrale, il grande hamburger di pranzo e il tram.

A Jacopo è piaciuto:  mangiare il dolcetto che girava, la chiesa che non ci hanno fatto entrare, il tram.

A Lorenzo è piaciuto:  i tappeti della moschea, le salsicce, il tram (e dormirci sopra mamma al ritorno), il dolcetto che girava.

Le cupole del mercato coperto di Sarajevo, anche questo tristemente famoso per i massacri compiuti.

Tour in camper tra Bosnia e Croazia: Travnik e Sarajevo

Periodo
14 luglio 2018

Città visitate
Travnik

Luoghi visitati
Castello medievale, moschea e la fonte plava voda a Travnik, museo del tunnel di Sarajevo

Una delle moschee di Travnik

Ristoranti
Vlašićka kuća a Turbe - Travnik

Alloggi
Camp Oaza a Ilidza - Sarajevo

Itinerario
Questa mattina la partenza è prestissimo, per approfittare del sonno dei bambini, ma anche del sole per ammirare i paesaggi montani di questo stato. La strada è lunga, ma ce la godiamo e quando i bimbi iniziano a svegliarsi ci fermiamo a fare colazione in un ristorante/bar/food shop dove mangiamo dolcetti molto simili a quelli arabi e compriamo formaggio per pranzo. 
A pochi km si trova Travnik che sia la guida, che le app che usiamo per muoverci con il camper, ci consigliano e a ragion veduta: questa piccola cittadina di montagna era la dimora del gran visir e molte sono le attrazioni che ci tengono impegnati tutta la mattina. Iniziamo con plava voda, una zona sorta intorno a un ruscelletto dove poter passeggiare, fare shopping alle bancarelle, dare da mangiare ai pesci o bere un tipico caffè turco con tanto di sigaretta! (Attenzione invece se avete voglia di birra: vi porteranno una 0,0% alcool!!). Saliamo poi verso il castello medievale facendo una sosta in una delle tantissime moschee presenti nel paese, tutte però ricostruite post guerra. Dopo la lunga salita e il giro al castello, riscendiamo ben contenti di sederci in uno degli affollati bar, ma c'è davvero tanto caos quindi beviamo veloce, compriamo pane e susine e rientriamo al camper.

Plava voda e i bar che sono nati attorno.
Dopo aver pranzato in camper in un parcheggio desolato vicino a una fabbrica, ma con due simpatici cagnolini che facevano concerto per ricevere un po' di cibo, puntiamo Sarajevo e più precisamente il tunnel costruito al di là dell'aeroporto durante l'assedio della città. Il tunnel serviva per approvvigionare di cibo gli abitanti e/o per farli scappare, ora sono visitabili soltanto 20m ma il museo spiega bene con foto, video e reperti vari la vita durante l'assedio. Noi siamo stati sfortunati perché anche quei 20 metri erano mezzi allagati causa temporale, ma ha dato ancora più il senso di quanto fosse difficile vivere in una situazione come quella.
Attenzione però: i parcheggiatori abusivi vi richiederanno 5 marchi da pagare in contanti e solo in marchi, l'entrata è fino alle 17 e si paga solo in marchi, se non ne avete sarà uno dei parcheggiatori, che ha anche un chiosco di bibite e souvenir nel parcheggio, a farvi il cambio che sarà decisamente favorevole...per lui ovviamente!! 
Dopo il tunnel ci dedichiamo alla ricerca del campeggio, nei dintorni ce n'è 3, tutti non proprio economici, ma soprattutto ci costringono a rimanere una notte in più causa check out ad orari improponibili (non si pagano le 24h di permanenza, ma ci sono orari di uscita fissi, problema che ci porteremo avanti per tutta la vacanza). Alla fine il più costoso è quello che decidiamo essere più pratico: ha scarico/carico acque (uno non aveva scarico acque grigie e le nere dovevi scaricarle nel wc!) ed è il più vicino ai mezzi per raggiungere Sarajevo, in quanto a 20 minuti dal capolinea del tram. 
Finiamo la giornata con corsa in bici + parco giochi per i bambini, lunga doccia per mamma e cena all'aperto per tutti!


L'entrata del tunnel di Sarajevo dove si nota una delle famose "rose di Sarajevo"

Impressioni
A papà Elia è piaciuto: il borgo di Travnik, una bella scoperta piena di fascino con bar e negozietti lungo il ruscello; il suo castello, spoglio ma bellissimo per far correre i bambini e la moschea, dove, approfittando di essere soli, abbiamo scoperto un po' della cultura dell'islam; poi anche il museo del tunnel di Sarajevo, molto toccante, anche se una pioggia torrenziale ha rovinato un po' la visita.
Non gli è piaciuto fare la spola tra i vari campeggi per spuntare un prezzo decente.

A mamma Eleonora è piaciuto: Travnik, una sorpresa in tutto, il museo del tunnel, pieno di testimonianze, i panorami lungo la strada.
I prezzi dei campeggi, il cambio sfalsato e non poter fare tutto il tunnel a causa della pioggia. 

A Serena è piaciuto: la moschea, le sale del castello perché c'erano le esposizioni, il museo del tunnel e il parco giochi del camping. 
Non mi è piaciuto che c'era la pioggia.

A Jacopo è piaciuto: il museo del tunnel e andare al parco giochi del camping. 

A Lorenzo è piaciuto: vedere la moschea, la passeggiata vicino all'acqua e il parco giochi del camping.


Salita al castello di Travnik

Tour in camper tra Bosnia e Croazia: Zagabria

Periodo

12/13 luglio 2018




Città visitate

Zagabria


La chiesa di San Marco dallo spettacolare tetto decorato

Luoghi visitati
Crkva sv. Marka (chiesa di san Marco), cattedrale e mercato di Zagabria.

Ristoranti
Restoran Klasnik a Banja Luka

Alloggi
Area di servizio Catez ob Sabi in Slovenia
Parcheggio gratuito del ristorante

Itinerario

Partenza notturna da Udine per avvicinarsi al confine croato prima di Zagabria, prima tappa di questo tour. Dormiamo subito prima del confine in un'area di servizio (quasi tutte hanno i servizi per camper) così il mattino dopo passiamo velocemente la frontiera e in una mezz'oretta siamo nella capitale croata.

La cattedrale di Zagabria


Parcheggiamo in un parcheggio custodito (39, ulica Kneaa Branimira) a una decina di minuti a piedi dal centro. Dopo aver passeggiato per giardini dal chiaro stampo austroungarico, ma con chicche russe come l'orologio barometro a 24 ore, arriviamo alla cattedrale. Prima di visitarla leggiamo la guida presa all'ufficio del turismo e dopo averla visitata continuiamo il giro nel mercato di Olaf, dove ci fermiamo per birra e succhino ristoratori. Proprio all'entrata del mercato c'è una panetteria e decidiamo di comprare qualcosa per il pranzo tra cui il tipico burek al formaggio. 
Continuiamo a camminare sgranocchiando il nostro snack, fermandoci di tanto per visitare qualcosa o per sederci, fino ad arrivare a Radiceva, una via dove bar e ristoranti si susseguono senza soluzione di continuità. La nonna a questo punto ci abbandona per riposarsi e noi continuiamo il giro della città alta, passando prima nel tunnel antiaereo, che ora viene utilizzato dai pedoni come una normale galleria (il rimbombo delle nostre voci, però, ci rimanda a quando chi era lì e pregava per non essere ucciso da una bomba), poi risaliamo per le scale al lato della funivia e infine, dopo aver tentato di raggiungere la porta di pietra ed essere stati bloccati da lavori, arriviamo a piazza San Marco dove c'è una splendida chiesa dal tetto decorato.


I giardini in stile asburgico che sono stati il nostro impatto con la capitale croata.

Ritornando verso la piazza dedicata a ban Josip Jelačić dove ci aspetta la nonna, camminiamo sulla passeggiata Strossmayer organizzata come fosse una spiaggia, con tanto di lidi e sedie a sdraio. 
Il rientro al camper è un po' lungo, la stanchezza e il caldo non aiutano, ma alla fine arriviamo e mettiamo subito il tomtom con direzione Bosnia-Erzegovina. 
Non abbiamo proprio preciso in mente cosa fare e ci lasciamo trasportare, fino a che troviamo un bel ristorante con enorme parcheggio vicino al fiume, sulla strada in montagna poco dopo Banja Luka. Ceniamo con un lauto pasto per un prezzo irrisorio e, inoltre, possiamo anche rimanere gratuitamente nel parcheggio per la notte (invito che accettiamo volentieri a causa dell'arrivo imminente di un temporale).



Impressioni
A papà Elia è piaciuto: la città di Zagabria, in particolare la cattedrale (con Serena che ci leggeva la guida in francese), il mercato (e il bellissimo stanzino con le bilance), il tunnel antiaereo che tagliava in due la città; ma anche la chiesa di San Marco con il tetto pittoresco e la lunga camminata con un paio di baretti sensazionali. E infine gli è piaciuto sia fermarsi al km 0 sul ponte tra Croazia e Bosnia sia la cena vicino Banja Luka.
Non gli è piaciuto il caldo asfissiante…tanto che abbiamo indugiato più del dovuto nella frescura del tunnel 

A mamma Eleonora è piaciuto: la chiesa di san Marco, la passeggiata Strossmayer per com'era decorata, la zona dei bar e dei ristoranti, il tunnel antiaereo della città e la cena . 
In generale Zagabria è un po' anonima, una tipica città austroungarica, ma senza niente che spiccasse.

A Serena è piaciuto: la cattedrale, il primo giardino con la fontana perché erano belli i fiori, la statua dell'uomo con il cavallo (re Tomislav), la statua della Madonna con gli angeli fuori dalla cattedrale. 
Non le è piaciuto che c'era caldo. 

A Jacopo è piaciuto: la cattedrale, la statua dell'uomo con il cavallo nella piazza dove ci aspettava la nonna, la chiesa vicino a dove ci siamo fermati a mangiare.

A Lorenzo è piaciuto: il plastico della città e accendere la candela nella cattedrale.


La Strossmayer Promenade in versione estiva!